La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione delle oramai note sanzioni amministrative applicate dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana a numerosi proprietari di immobili realizzati, prima del 1985, e senza il necessario titolo abilitativo nella Valle dei Templi. La sentenza definisce finalmente l’annosa questione che ha visto ricorrere numerosi agrigentini,  destinatari di un provvedimento sanzionatorio di natura pecuniaria per il “presunto” danno paesaggistico arrecato al bene paesaggio a seguito della presentazione dell’istanza di sanatoria edilizia. Sono state dunque accolte le tesi difensive, secondo cui il vincolo paesaggistico che ricade su gran parte del territorio agrigentino è stato introdotto solo con la Legge 431/1985 cosiddetta “Legge Galasso”, per cui al momento della realizzazione dell’abuso edilizio il vincolo non esisteva e dunque l’opera realizzata non poteva violarlo. Accolte le tesi degli avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto, e Salvatore e Doriana Palillo. Nessuna sanzione è dunque dovuta per quegli immobili oggetto di sanatoria edilizia realizzati prima del 1985, epoca di entrata in vigore della “Legge Galasso”.