Nel centro storico di Agrigento si contano a decine nel giro di pochi mesi i crolli di vecchi immobili fatiscenti che improvvisamente si sono sbriciolati al suolo. Strade e vicoli sono invasi da montagne di macerie. Fino ad ora non è mai rimasta ferita, nessuna persona, ma è ancora vivo il triste ricordo della tragedia di Favara. L’ amministrazione comunale è corsa ai ripari, delegando gli esperti della Protezione civile a studiare rischi e soluzioni per mettere in sicurezza le zone più degradate. Una di queste è quella tra la via Atenea e piazza Ravanusella. I crolli tra le storiche vie Boccerie, Cannameli, Vallicaldi non si contano più. Dopo il monitoraggio della zona, si sono susseguiti, sgomberi, demolizioni e messa in sicurezza di edifici pericolanti. Interventi che proseguono senza sosta. Tra oggi e domani verrà completato l’abbattimento di un’altra palazzina di via Vallicaldi. Lungo le antiche viuzze della città quello che colpisce è il forte degrado, tra desolazione, macerie e l’aria pesante e irrespirabile. Ma c’è un altro problema che va affrontato al più presto. Dopo gli ultimi sgomberi, decine di immigrati, sono ritornati ad occupare vecchi immobili pericolanti.