Sono stati interrogati i tre arrestati per l’aggressione avvenuta, la vigilia di ferragosto, all’interno dello stabilimento balneare “Mariace” di viale delle Dune, a San Leone. Nel carcere di contrada Petrusa, davanti al gip del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, sono comparsi, Davide Cipolla, 23 anni, Guido e Nicolò Vasile, padre e figlio, rispettivamente di 52 e 30 anni, tutti di Agrigento, residenti nel quartiere di Villaseta. Devono rispondere dei reati di lesioni gravissime pluriaggravate e minacce. Dei tre indagati, solo il Cipolla, difeso dagli avvocati Nino e Vincenza Gaziano, ha ammesso parte delle sue responsabilità, negando però di essersi recato nel locale, per vendicarsi del torto subito il giorno precedente. Nessuna spedizione punitiva, ma una lite che sarebbe degenerata. Difesi dagli avvocati Enrico e Fabio Quattrocchi, hanno respinto ogni accusa i due Vasile, padre e figlio. Entrambi hanno risposto a quasi tutte le domande formulate dal Gip e si sono difesi, ricostruendo la loro versione dei fatti. Secondo quanto dichiarato dai due, quel giorno si trovavano all’interno dello stabilimento balneare solo per puro caso. In compagnia di due amici di Porto Empedocle, si erano fermati nel locale per consumare una bibita ghiacciata. Si sono trovati nel mezzo della lite tra Cipolla e il proprietario dell’esercizio, e i due sarebbero intervenuti per calmare gli animi. Nicolò Vasile, riconoscendo Cipolla come abitante nello stesso quartiere, lo avrebbe strattonato e portato fuori dal locale. Cipolla con un morso avrebbe staccato il lobo dell’orecchio sinistro al titolare dell’attività.