“Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. E’ questo il messaggio d’amore che Gesù consegnò agli apostoli nel corso dell’ultima cena, consumata prima dell’inizio della sua passione, con la quale istituì il sacramento del sacerdozio ministeriale e dell’Eucarestia.

Il Vangelo di Giovanni, il più giovane degli Apostoli, racconta che avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine, e mentre il diavolo già aveva messo nel cuore di Giuda Iscariota, il seme del tradimento, Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto. A quell’epoca si camminava a piedi su strade polverose e fangose, magari sporche di escrementi di animali, che rendevano i piedi, calzati da soli sandali, in condizioni immaginabili a fine giornata.

E come Gesù con i suoi Apostoli, l’Arcivescovo di Agrigento, Monsignor Montenegro ha lavato e baciato i piedi a 12 associati della Confraternita del Santissimo Crocifisso, ricordando il messaggio d’amore insito nella Coena Domini. Con questo profondo significato, si è svolta ieri la Messa in Coena Domini e il rito della Lavanda dei piedi nella chiesa di San Alfonso. Alla fine della messa gli altari delle parrocchie sono rimaste senza ornamenti, con le croci velate e le campane silenti. Si è dato vita, infatti, ai momenti di preghiera e veglia, nell’intento di rivivere la notte trascorsa dal Figlio di Dio, nell’orto degli Ulivi, luogo abituale delle sue preghiere a Gerusalemme, dove invitava gli Apostoli, a vegliare per non cadere in tentazione. E’ qui, con la consegna di Gesù che comincia la ‘Passione’, quella che nella giornata odierna, del Venerdì Santo, viene vissuta come momento di lutto e riflessione dai fedeli di tutto il mondo.