Domani alle 11 il sindaco di Agrigento, nel corso di una conferenza stampa ancora da convocare (a meno di clamorosi imprevisti dell’ultim’ora andrà così) comunicherà la sua decisione ultima ossia se candidarsi alle prossime elezioni nazionali o restare sindaco di Agrigento. Marco Zambuto è travagliato ma sembra determinato: vuole candidarsi. E alla fine, riuscirà nel suo intendo e domani comunicherà di avere scelto di andare ad occupare un posto in Parlamento seguendo così, non poteva non accettare, le direttive nazionali provenienti direttamente da Pierferdinando Casini. Candidare Zambuto nella città di Angelino Alfano sarebbe una bella mossa. Politicamente ricca di significati.

Il sindaco sa di giocare una partita importante: chiede sicurezza e la collocazione in una lista blindatissima. Forse chiede troppo: capolista Udc per la Sicilia occidentale. Sarebbe un buon colpo. Probabilmente otterrà una collocazione in lista di prestigio ed utile per essere sicuro dell’elezione. Domani, dunque, comunque vada il decorso di questa domenica natalizia, Zambuto parlerà alla città e svelerà i suoi piani futuri. E proprio domani scade il termine ultimo per proporre candidatura alle prossime politiche di febbraio. L’impressione che Grandangolo coglie in questo frenetico momento di notizie diffuse e poi smentite, è questa: Zambuto domani annuncerà le proprie dimissioni da sindaco e la candidatura blindata per il Parlamento. E motiverà anche la sua scelta che non avrebbe il sapore dell’abbandono. Anzi, al contrario, potrebbe essere più utile per Agrigento da deputato che da sindaco. In questo caso, si voterà nuovamente per le amministrative nel prossimo aprile. E c’è già un candidato: l’attuale vicepresidente del Consiglio comunale, Giuseppe Di Rosa. Se l’intuizione di Grandangolo sarà smentita, allora Zambuto comunicherà che vorrà continuare la sua battaglia da sindaco per il bene della città. In entrambi i casi, Agrigento avrà svelato l’ultimo arcano di una politica talvolta incomprensibile.