“Operazione di macelleria sociale”: così viene definito il trattamento riservato ai contrattisti dell’Asp dal vice segretario regionale Fials, Amedeo Fuliano. “Dopo aver massacrato i magri bilanci familiari dei 51 lavoratori contrattisti dell’ ex azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio” di Agrigento, i cui contratti quinquennali, a 36 ore settimanali, scaduti a luglio 2010 sono stati rinnovati dall’Asp riducendoli a 30h settimanali, nell’indifferenza generale, ma in particolar modo di quella dimostrata dai cosiddetti politici dei quali i vertici dell’azienda sanitaria in argomento sono espressione, sta per consumarsi la seconda parte del massacro. Ed infatti, il 30 aprile prossimo scadranno i contratti quinquennali ad un ulteriore gruppo di 28 lavoratori ai quali è stato già informalmente comunicato che il rinnovo dei relativi contratti sarà fatto, anche in questo caso, con una riduzione delle ore settimanali da 36 a 30”. In una lettera all’assessore regionale alla Sanità, Fuliano ricorda di aver suggerito come sindacato il percorso per arrivare alla piena integrazione delle ore per i restanti 185 contrattisti ereditati dalle altre aziende sanitarie e confluite nella medesima Asp di Agrigento. “Un percorso che era e resta tuttora valido” sostiene Fuliano. Secondo Fuliano qualora si reiterasse la riduzione delle ore lavorative, questa si configurerebbe come una scelta operata in plateale spregio alle direttive emanate dall’assessore regionale. Il sindacato auspica che in maniera inequivocabile l’assessore imponga all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento di ristabilire, per il gruppo dei 51 lavoratori, le condizioni contrattuali previste nei precedenti contratti scaduti a luglio 2010; e per le stesse ragioni, che diffidi l’Asp di Agrigento dal procedere alla rideterminatio in pejus, delle ore settimanali in atto espletate (36h), nei confronti del succitato gruppo dei 28 lavoratori contrattisti i cui contratti di lavoro scadranno il 30 aprile prossimo.