Agrigento dal periodo post-unitario al primo trentennio del Novecento. E’ il tema che sarà dibattuto al Museo archeologico regionale di Agrigento, domani dalle 10. L’evento chiude il progetto “Agrigento tra ‘800 e ‘900”, inauguratosi il 22 febbraio con l’apertura della Mostra documentaria, con fotografie e cartoline d’epoca, allestita presso la sede di Villa Genuardi e curato dalla direttrice del Museo, Gabriella Costantino. Interverranno oltre alla dottoressa Costantino, che modererà i lavori e parlerà della “nascita delle pubbliche raccolte ad Agrigento”, il professor Ernesto De Miro, che relazionerà su “La cultura archeologica in Agrigento tra ‘800 e primo trentennio del XX secolo”, l’architetto Pietro Meli che illustrerà gli “interventi di restauro nei Templi agrigentini tra ‘800 e ‘900”; la dottoressa Armida De Miro, che affronterà il tema “Tra ‘800 e ‘900: intorno al Tempio di Santa Maria dei Greci”. I lavori proseguirano nel pomeriggio dalle 16 con gli interventi dell’architetto Teresa Cannarozzo su “Agrigento: le politiche pubbliche e le trasformazioni urbane dalla fine del regno borbonico al fascismo”, dell’architetto Ettore Sessa su “La cultura architettonica nella provincia di Agrigento fra eclettismo e modernismo: la ricerca di uno “stile” della rinascita economica”, del dottor Giuseppe Cipolla, che parlerà di “Luigi Pirandello e Ugo Fleres nella critica d’arte tra Otto e Novecento”, la dottoressa Maria Reginella che spiegherà “La raccolta di maioliche di Alessandro Giuliana Alajmo studioso e collezionista agrigentino” , e infine il dottor Gaetano Bongiovanni, che relazionberà su “Pittura di storia: il “Federico III d’Aragona” di Dario Querci nel collezionismo agrigentino”