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I giudici del tribunale del riesame di Palermo depositano le motivazioni del provvedimento di scarcerazione della commercialista Graziella Falzone, 53 anni, ritenuta dagli inquirenti la “mente” dell’organizzazione che avrebbe suggerito alla famiglia Sferrazza, che gestiva il gruppo Pelonero, la soluzione per portare le aziende al fallimento pilotato, facendo sparire circa – secondo l’accusa che, però, non ha retto al riesame – 5 milioni di euro. Nelle motivazioni del riesame si legge “il gip non ha indicato quale sarebbe stato il ruolo dei singoli partecipi dell’associazione a delinquere e questo tribunale ne ha già escluso la sussistenza. Per quanto riguarda le singole accuse di distrazione dei beni che avrebbero portato al dissesto economico delle società, non è stata sostenuta dal pm con elementi di fatto”. Per il riesame, dunque, le accuse alla commercialista sono “insussistenti”: “La prospettazione di un suo sicuro coinvolgimento- si legge ancora- avrebbe dovuto essere puntualmente indicata. Il pm ha, invece, attribuito all’indagata gran parte delle incolpazioni senza nessun altro sforzo investigativo”. I giudici hanno annullato dieci ordinanze di arresti domiciliari, compresa quella nei confronti della commercialista e hanno escluso l’esistenza di un’associazione a delinquere.