Crescere nella cultura della legalità, che non è soltanto lotta alla mafia, ma il rispetto delle regole nelle circostanze quotidiane. Una burocrazia che sostenga la giovane imprenditoria, anziché scoraggiare con le sue lungaggini. E’ questa la sintesi dell’incontro che si è svolto ieri a San Leone e che ha visto le voci della chiesa, della magistratura, dell’imprenditoria e del giornalismo a confronto.

L’importanza di essere e sentirsi cittadini del Vangelo, con la citazione da parte di Don Baldo Reina, di un passo di San Paolo ai Filippesi, ha dato l’input all’incontro, colto al volo dal procuratore aggiunto della direzione nazionale antimafia, Alberto Cisterna, per il quale mafia e burocrazia sono i veri fardelli di una società in crisi. Una mafia dal volto diverso, secondo il magistrato calabrese, rispetto a quella degli anni ’80-’90, che trovava la sua forza nell’accettazione delle persone…..(intervista Cisterna).

La ricetta, dunque, per Cisterna è spezzare il rapporto di fiducia.

La mafia era ed è altra cosa: un sistema che in sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere…”. Così ha esordito invece, l’imprenditore Salvatore Moncada, citando una celebre frase di Sciascia e raccontando di sé a partire dalla sua prima denuncia avvenuta nel 1996. “E’ fondamentale che lo Stato tuteli, e che tuteli tutti, perché non ci sono imprenditori di serie A e di serie B”, ha precisato il patron dell’eolico.

La disoccupazione, la difficoltà di aprire un’attività, la mancanza di fiducia dei giovani, la debolezza del tessuto sociale; tutto questo, la vera forza della mafia, quella degli appalti, sub-appalti ed estorsioni, per il giornalista Gero Tedesco, direttore di “Fuori Riga”, che non nasconde una situazione che resta preoccupante in provincia di Agrigento.

Chiamati ad intervenire, dal moderatore dell’incontro, il caposervizio del quotidiano “La Sicilia”, Stelio Zaccaria, anche il sindaco di Porto Empedocle. “La necessità delle istituzioni di collaborare, evitando quella, che definisce, burocrazia palleggiante”, è l’antidoto per Firetto. Intervento più toccante, dalla platea, sicuramente, quello dell’avvocato Salvatore Pennica, che ha tracciato una linea chiara del significato di legalità: “dare un contributo a questa terra, permettere ai deboli di vivere le stesse condizioni, di essere uguali” .

Solo quando all’interesse personale, sopraggiunge quello della res pubblica”, si può parlare di legalità, ha detto il primo cittadino Marco Zambuto.

La speranza è che quanto detto diventi provocazione”, ha affermato Monsignor Montenegro, a cui è stato affidata la conclusione dell’incontro