Si sente amareggiato Ignazio Cutrò dopo l’episodio accaduto nella scuola di sua figlia, dove accompagnata in classe dalla sua scorta, i professori hanno fatto sapere ai carabinieri che risultavano essere un incomodo, che gli addetti a tale servizio, accompagnavano la giovane dinnanzi la classe della ragazza. “Per l’umiliazione provata da mia figlia, a sentirsi rifiutata in tale ambito scolastico chiedo chi sia disposto ad accoglierla nella propria scuola – ha detto Cutrò – senza arrecare alcun problema, in tutte le parte d’Italia, e comunico che mia figlia, per sua scelta, non metterà mai più piede in questa scuola. Ancora non ho avuto modo di sentire il Preside dell’istituto, ma mi auguro che venga presto informato di quanto accaduto nella sua scuola e come hanno reagito i suoi sottostanti. Questo l’appello di un Padre di famiglia, chi vuole figlia di un Testimone di Giustizia nella loro scuola?” E’ così che l’imprenditore Ignazio Cutrò che da oltre un decennio lotta contro la mafia, ed oggi divenuto testimone di giustizia si rivolge al mondo scolastico. “Le uniche scuse vanno rivolte al professore Perconti, che si è dimostrato solidale”.