Quattro decreti legge in poche settimane, norme che si accavallano, green pass base, super pass, scadenze, chiusure, per non parlare poi del caos scuola . Dal primo febbraio senza certificazione verde si potrà accerdere ai supermercati e i negozi di alimentari, farmacie, parafarmacie, sanitarie, ottici, acquisto di carburanti, prodotti per animali e per il riscaldamento. Niente ritiro della pensione alle Poste e acquisto di sigarette senza green pass base. Anche per libri e giornali compresi servirà il Green Pass base, ma non nei chioschi all’aperto o ai distributori automatici. Il coordinatore cittadino di Fratelli, d’Italia, Daniela Catalano dice la sua: “Vaccinata con terza dose, fiduciosa nella scienza e rispettosa di norme e regole anche per deformazione professionale…ma qualcosa nella normativa nazionale su nuove quarantene e nuove”libertà” esclusivamente legate al green pass, non ha, evidentemente, funzionato e, temo, non possa funzionare. Cominciamo con il DPCM del 30 dicembre 2021, con cui, all’art 2, è stata eliminata la previsione della quarantena per i vaccinati con terza dose anche se “contatti stretti” di positivi” (purché garantiscano -ce lo auguriamo- l’allontanamento dai propri congiunti) per completare con il DPCM datato 21 gennaio 2022 che restringe ad una scarno allegato l’elenco dei pochi esercizi cui si può avere accesso senza green pass. Un quadro normativo certamente sconfortante, che non sempre risulta coerente con l’obiettivo reale che non è l’inamovibilità da posizioni di certezza assoluta su strumenti che,dati i numeri, forse non sono del tutto efficaci. Lusingare con nuove, più ampie, esclusive e, a volte anche pericolose liberta’ perche’, e sol perché, si ha il green pass, non sembra corrispondente al fine ultimo dell’attività Ministeriale e Governativa che oggi più che mai dovrebbe essere la tutela effettiva della Salute Pubblica. Andrebbero letti i numeri, e a prescindere dai mea culpa, provare a porre rimedio piuttosto che continuare con una produzione normativa frenetica, contraddittoria, che lascia sgomenti e disorientati i cittadini e che scarica, sovente, alle Aziende Sanitarie, vere prime linee sin dall’esordio di questa pandemia, la gestione locale di questa immane emergenza e la tutela reale dell’utente. Nelle more, non si può fare altro che farsi sentire, nei modi adeguati, e continuare ad invitare i cittadini, spesso più lucidi di chi li governa, ad usare buonsenso e cautela”.

 

(Giuseppe Milano)