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Droga, telefonini in carcere, un agente corrotto. “Mobile phones in cell”. L’hanno chiamata così l’operazione che ha portato in carcere cinque persone con varie accuse come corruzione e commercio illecito di sostanze stupefacenti. Il blitz è stato messo a segno su delega della Procura della Repubblica di Palermo dalla polizia penitenziaria del nucleo Investigativo regionale Sicilia, con il coordinamento del nucleo Investigativo centrale di Roma, al termine di una complessa attività di indagine.

Si tratta di due ordinanze, emesse dal Gip di Palermo, con le quali è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di 5 persone: tra queste c’è l’empedoclino James Burgio. Tra gli indagati per il delitto di corruzione anche un agente di polizia Penitenziaria,  Giuseppe Scafidi.   Secondo gli inquirenti Scafidi – in forza all’Ucciardone di Palermo , ora sospeso- avrebbe accettato somme di denaro per introdurre uno smartphone e due miniphone all’interno del carcere.