Nuovo e amarissimo sfogo verso l’opinione pubblica del testimone di giustizia Ignazio Cutro’. Attraverso una nota afferma: “ Da oggi non sono più un imprenditore. La mia azienda edile non esiste più. E’ stata cancellata perché non ero più in grado di sostenerla per i debiti che in questi anni di non lavoro si sono accumulati. E’ stata cancellata dal silenzio dello Stato, dall’omertà di uno Stato che a parole fa la lotta alla mafia e nei fatti abbandona chi denuncia”. Parole durissime di Ignazio Cutro’ che rincara la dose e denuncia: “A me ed alla mia famiglia non resta più nulla se non l’amarezza di chi ha creduto e crede in una lotta sana, reale e concreta contro le mafie. Siamo di fronte al baratro, oggi più di ieri io, mia moglie Giuseppina, e i miei figli Giuseppe e Veronica, siamo uniti, uniti questa volta per far fronte alla lotta della sopravvivenza. A loro chiedo scusa per avergli fatto vivere una vita da incubo, sotto scorta e senza più un minimo di certezze. Ci sarà tempo e modo per capire i motivi che hanno portato sul lastrico la mia famiglia. Io non sarò più la cavia di niente e di nessuno. Se un giorno qualcuno vorrà riprendere sul serio la lotta alla mafia e al racket io sarò al suo fianco. Ma oggi la lotta alla mafia è un fatto riservato a investigatori e magistrati che lavorano tra ostacoli e difficoltà. Sparito nei fatti dall’agenda della politica. Non ho più la mia azienda, e questa è la migliore vittoria per la mafia. Così si dimostra ancora una volta chi comanda nei territori. Non ho più l’azienda e non so, da oggi in poi, cosa potrò e dovrò fare per vivere, per continuare a pagare i miei debiti e per sostentare la mia famiglia”. Ignazio Cutro’ chiude la nota abbracciando simbolicamente chi gli è stato e continua ad essergli vicino, e ringrazio i magistrati e gli investigatori che lo hanno ascoltato ed hanno creduto in lui. “La mia sconfitta, purtroppo è anche la sconfitta simbolica del loro lavoro e qualcuno dovrà porre rimedio – conclude Cutro’.

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