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Economia siciliana in ginocchio.Nei primi nove mesi del 2020 l’economia regionale ha risentito delle conseguenze della crisi pandemica e delle misure di contenimento del contagio. Emerge dal report della banca d’Italia sull’economia delle Regioni, condotto tra settembre e ottobre su un campione di 126 imprese industriali con almeno 20 addetti. In particolare, i ricavi delle imprese si sono ridotti, in misura molto intensa per una quota rilevante degli operatori, e i risultati reddituali attesi per l’esercizio corrente sono nettamente peggiori rispetto a quelli dell’anno scorso. Dopo la drastica contrazione avvenuta in concomitanza con il lockdown, nei mesi estivi l’attività delle imprese ha registrato un recupero solo parziale: ad agosto i ricavi risultavano ancora inferiori rispetto a dodici mesi prima per quasi la metà delle aziende, erano superiori per circa un’impresa su cinque. Il clima di diffusa incertezza condiziona le aspettative a breve termine, con una prevalenza di attese di ulteriore riduzione del fatturato, in particolare nel settore dei servizi; anche le decisioni di investimento delle imprese prefigurano una spesa in calo rispetto al 2019. Nei primi tre trimestri del 2020 il terziario privato non finanziario ha registrato un andamento peggiore rispetto all’industria; il settore agricolo e quello chimico hanno beneficiato nel primo semestre di un incremento delle vendite all’estero, in controtendenza rispetto al complesso dell’export regionale. Sul mercato del lavoro siciliano le ripercussioni dell’emergenza sanitaria sono state rilevanti soprattutto nel secondo trimestre del 2020. La riduzione dell’occupazione ha interessato in particolare le donne, gli autonomi e chi lavorava con contratto a tempo determinato; il blocco dei licenziamenti e il ricorso alla Cassa integrazione guadagni hanno attenuato l’impatto sull’occupazione permanente. Nel corso del primo semestre la forte riduzione di assunzioni con contratto a termine ha pesato sulla marcata flessione delle attivazioni nette di posizioni di lavoro dipendente nel settore privato. Il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina, commentando i dati del report lancia un appello : Il Governo ascolti i rappresentanti del mondo produttivo e delle forze sociali – dice- per lavorare insieme ad un piano di sviluppo che metta a registro il grande patrimonio materiale ed immateriale di cui dispone la Sicilia. In questo senso il contributo della buona politica sarà decisivo”