Da mesi a Lampedusa, nonostante gli sbarchi non si siano in realtà mai fermati, la situazione è sempre stata sotto controllo.

Ma ieri oltre 150 tunisini sono scappati dal centro per protestare contro i rimpatri e fino a notte fonda la tensione è stata molto alta.

Tutto è iniziato nel primo pomeriggio quando all’interno del centro d’accoglienza i tunisini hanno appreso che alcuni loro connazionali erano stati rimpatriati con un ponte aereo.

Da lì la situazione è sfuggita di mano. In piccoli gruppi hanno cominciato a fuggire dalla struttura dirigendosi verso il centro.

In serata la loro protesta si è spostata al molo favaloro, dove normalmente avvengono gli sbarchi.

Proprio qui la tensione aumenta; le forze dell’ordine sono presenti in maniera massiccia ma durante il rientro al centro alcuni migranti iniziano a lanciare sassi. Un carabiniere e un finanziare sono stati feriti, per fortuna in maniera lieve.

Solo in mattinata la situazione è tornata sotto controllo.

Al centro d’accoglienza sono oltre 860 i migranti ospitati. Un numero assolutamente gestibile. Il problema è che oltre 750 di loro sono tunisini, che negli ultimi giorni hanno ripreso le traversate verso l’Italia dopo una lunga pausa. Il loro destino però è il rimpatrio; ma così senza trasferimenti verso altre strutture il rischio di rivolte come questa a Lampedusa diventa sempre maggiore.