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La storia agrigentina illustrata ai visitatori, i monumenti che la rappresentano aperti al pubblico e raccontati ai curiosi. Queste le due giornate di primavera del Fai, che sull’intero territorio nazionale si svolgono oggi e domani. Un’iniziativa che guarda al cuore e al patrimonio delle città, con un filo conduttore; i cinque principi ispiratori della fondazione, tra i quali primeggia la conoscenza, la voglia di permettere un contatto tra il soggetto e l’oggetto, tra i visitatori e il bene da scoprire.

Tra i luoghi da poter visitare, anche l’ex carcere di San Vito, annoverato tra i Beni del Cuore del Fai a carattere nazionale. Un luogo tutto da scoprire, da riqualificare grazie ad un progetto il cui plastico è ben collocato all’ingresso della struttura. A fare da ciceroni d’eccezione, gli studenti del Liceo Politi…..

Un percorso che vede anche l’apertura al pubblico della caserma del Comando provinciale dei carabinieri, dell’ex palazzo Vadalà, del Santuario di San Calogero, dell’alloggio prefettizio, della Scala reale e della biblioteca provinciale. Una visita guidata anche ai giardini di Porta di ponte, con spiegazioni riguardanti anche l’ormai scomparsa villa Garibaldi. Qui, i ciceroni sono stati ieri i ragazzi del liceo scientifico majorana, oggi impegnati nel servizio di accoglienza. Anche loro hanno sviluppato un percorso che li ha portati a partecipare all’iniziativa, addirittura per il quinto anno consecutivo.

Tutte le altre scuole sono impegnate nelle Giornate del Fai agrigentine, dalla “Garibaldi”, passando per la “Pirandello”, la “Castagnolo”, la “Reale”, ed ancora il liceo classico “Empedocle”, dell’Iiss “Foderà” e dell’Itc “Sciascia”.