La proposta di Marco Zambuto di registrare il brand della Valle dei Templi e metterlo all’asta, dando alle aziende la possibilità di utilizzarlo per periodi limitati, continua a fare discutere.

E oggi ne parla Famiglia Cristiana che nel numero di questa settimana affronta l’argomento, in particolare, chiedendo l’opinione a due addetti ai lavori, due critici d’arte.

Il primo a rispondere è Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università Federico II di Napoli. Montanari si dice decisamente contrario. “Il nostro patrimonio artistico – afferma – è tutelato dalla Costituzione che assegna allo Stato il compito di custodirlo per favorire la crescita culturale dei cittadini”. Per Montanari “vendere un brand di un monumento è come svendere di fatto la moralità del nostro patrimonio artistico; perchè la Valle dei Templi ha un valore morale, oltre che storico e artistico, e appartiene alla comunità. I privati possono collaborare alla gestione del patrimonio – conclude – ma non possono supplire totalmente al ruolo dello Stato”.

Contrario anche il secondo adetto ai lavori interpellato Philippe Daverio, critico d’arte e conduttore televisivo che definisce la proposta “strampalata e velleitaria”.

Ma Daverio pone anche un quesito forse poco preso in considerazione in questi giorni: ma “quale azienda si comprerebbe il brand della Valle dei Templi? Per fare cosa: vestiti, cosmetici, souvenir?”.

Tra l’altro, afferma Daverio, “non credo affatto che dall’eventuale introito ricavato dalla vendita del logo si possa mettere a posto il sito archeologico”.

I critici d’arte pertanto non vedono positivamente la proposta del sindaco. Tanta polemica forse però per un’idea che probabilmente non sarà mai concretizzata.