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“Finalmente, dopo cinque anni, giustizia è fatta. Un’operazione difficile e complessa che è andata in porto solo grazie al fatto di avere affrontato ogni passaggio con lucidità e determinazione, nonché di aver promosso l’iniziativa del Manifesto ‘No all’equipollenza’, sottoscritto dalle più prestigiose associazioni di tutela del cittadino in ambito sanitario, dalle più importanti organizzazioni sindacali e dalle professione sanitarie, che ha dato dignità alla nostra causa”, ha dichiarato il consigliere nazionale, Mauro Gugliucciello, che ha seguito la problematica per conto dell’associazione. Per l’Aifi, è stata così respinta “la più sconcertante aggressione che una professione intellettuale abbia mai dovuto subire nel nostro Paese”. La Sezione Provinciale di Agrigento ha seguito tutta la vicenda ponendosi subito in prima linea. “Abbiamo raggiunto un risultato molto importante, dice Giovanni Nigro, Presidente Provinciale dell’AIFI, frutto di un intenso lavoro realizzato in tutto il territorio nazionale senza mai abbassare la guardia; adesso bisogna intensificare la lotta contro l’abusivismo.” Non basterà più un corso di formazione su paziente. I laureati in Scienze motorie che vorranno esercitare la professione di fisioterapista dovranno avere l’apposita laurea. Lo stabilisce il ddl 572-B approvato ieri al Senato, che mette così fine a una controversia che dura ormai da 5 anni. Da quanto, cioè, con il dl 250/2005, convertito nella legge 27/2006, si era stabilita l’equiparazione dei due titoli di studio, a patto che il diplomato in Scienze Motorie conseguisse “attestato di frequenza ad idoneo corso sul paziente”. Il ddl approvato dal Senato, e proposto dal senatore Giuseppe Caforio (Idv), abroga infatti l’art. 1- septies della legge 27/2006. Ma al contempo stabilisce che il ministro dell’Università, di concerto con il ministro della Salute e con il previo parere del Consiglio universitario nazionale, dovrà stabilire gli elementi necessari ai fini del conseguimento della Laurea in Fisioterapia per i laureati e gli studenti iscritti ai corsi di Laurea in Scienze Motorie, e cioè: la disciplina del riconoscimento dei crediti formativi; l’accesso al corso universitario in fisioterapia, nei limiti dei posti complessivamente programmati in relazione al fabbisogno previsto, previo superamento della prova di selezione; la disciplina dello svolgimento del periodo di formazione e tirocinio sul paziente. Un emendamento apportato nel corso dell’esame della Camera e che, come si legge nel resoconto del Senato, non è stato unanimemente condiviso ma, comunque, non ha pregiudicato l’approvazione del ddl. “Il Gruppo dell’IdV – ha spiegato Caforio nel suo intervento – si e` impegnato fin dall’inizio della legislatura per eliminare l’ingiustizia perpetrata nei confronti dei laureati in Fisioterapia e in Scienze motorie, nonché di tutta la collettività, con la norma che ha comportato la sovrapposizione di due corsi universitari molto diversi tra loro: la fisioterapia è l’esercizio di una professione sanitaria che cura patologie, mentre il diploma in Scienze motorie, stando al decreto legislativo n. 178 che lo ha istituito nel 1998, non abilita all’esercizio di attività professionali sanitarie”. Quanto all’emendamento approvato dalla Camera, il senatore osserva che “pur essendo preferibile la semplice abrogazione dell’equipollenza tra i due diplomi universitari, è ormai indispensabile approvare il testo licenziato dalla Camera per restituire finalmente certezza ai due percorsi formativi e professionali”.