fbpx

L’impossibilità per una mamma di prestare assistenza continua ad una figlia minore, disabile grave, costituisce una violazione dei diritti costituzionali della stessa e rappresenta motivo di urgenza per procedere in giudizio. L’importante principio è stato ribadito nei giorni scorsi dal Tribunale di Pavia nei confronti di un’insegnante dell’agrigentino, difesa dagli avvocati Francesca Palumbo e Giuseppe Limblici. Il Tribunale, nell’accogliere le ragioni difensive, ha ritenuto sussistere motivi di urgenza “essendo evidente che i tempi del giudizio ordinario sarebbero incompatibili con un’utile pronuncia stanti le impellenti esigenze assistenziali” nei confronti del soggetto affetto da grave disabilità. Il Tribunale ha quindi ordinato il trasferimento dell’insegnante. Il provvedimento è stato confermato anche in sede di reclamo essendosi il Ministero opposto al provvedimento emesso dal primo Giudice.