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Il 27 gennaio è la data simbolicamente scelta come “Giorno della memoria”, per ricordare i milioni di morti, ma anche coloro che nella tragedia non si sono piegati, non hanno tradito, hanno aiutato, sono rimasti umani. L’emergenza epidemiologica in atto ha comportato una forte limitazione delle iniziative per rendere omaggio alle vittime di quel tragico periodo della storia. Questa mattina, il Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, ha consegnato due Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, “ai cittadini italiani, militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti destinati al lavoro coatto per l’economia di Guerra”.
Alla cerimonia di consegna che, al fine di assicurare il pieno rispetto delle misure di cautela, si è svolta in forma molto ristretta, hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Canicattì e Cattolica Eraclea e il Presidente provinciale dell’ANPI. Una medaglia è stata consegnata Mariantonia Miliziano, figlia del defunto Nicolò Amodeo Miliziano, cittadino originario del Comune di Cattolica Eraclea che, dalle testimonianze acquisite dalla figlia, fu chiamato alle armi nel 1939, il 2 luglio si imbarcò a Bari e sbarcò a Durazzo. Dal 28 ottobre 1940 al 23 aprile 1941 partecipò alle operazioni di guerra alla frontiera greco-albanese e da novembre 1942 a settembre 1943 partecipò alle operazioni di guerra nei Balcani.
Venne catturato dai tedeschi il 14 settembre 1943 e deportato in campo di prigionia in Germania ove rimase per due anni fino all’8 maggio del 1945.
L’altra medaglia è stata consegnata a Calogera Eleonora Turco, figlia del defunto Giuseppe , cittadino originario di Canicattì, deportato e internato ad Neuengamme, Drutte-Watenstedt dal 10 settembre 1943 al 5 settembre 1946. Nell’occasione il Prefetto ha ricordato: ” abbiamo il dovere non solo di commemorare una tragedia ma di porre uno sguardo fermo al passato in modo che diventi necessariamente nutrimento per il futuro. Come ha sottolineato più volte la Senatrice a vita, Liliana Segre, “coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”. Il Prefetto ha anche sottolineato che il giorno della memoria “serve anche a ricordare che ogni passo che si fa in direzione dell’intolleranza e dell’esclusione – anche se apparentemente non decisivo, non drammatico – porta con sé un potenziale distruttivo non governabile, anestetizza gradualmente le coscienze, abitua a considerare normale ciò che non lo è, apre la strada a derive dalle quali no si torna indietro; ed è per questo che si deve partire dalle scuole per sensibilizzare capillarmente soprattutto i più giovani che tendono a dare troppe cose per scontate.” Il Prefetto ha concluso la breve cerimonia con un ringraziamento alla scuola che nonostante la pandemia continua a tenere accesi i riflettori su tale tema con iniziative ed eventi legati a questa giornata attraverso mezzi di comunicazione e linguaggi diversi.