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Per circa 4 ore hanno provato a fare chiarezza sulla loro posizione, hanno respinto ogni accusa parlando di “bugie” e sostenendo “che erano soci” dell’imprenditore che ha denunciato. Il loro legale, Giovanni Salvaggio, ha poi evidenziato che “non c’è alcun pericolo di fuga” dei due indagati.

I fratelli canicattinesi Antonio e Giuseppe Maira, rispettivamente 69enne e 63enne di Canicattì, ritenuti responsabili in concorso di estorsione aggravata ed usura e sottoposti a fermo dalla Squadra Mobile e dai carabinieri della compagnia di Canicattì, davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano, hanno risposto ad ogni domanda. L’interrogatorio è stato lungo. Giuseppe Maira, in particolar modo, ha risposto ad ogni interrogativo rivoltogli ed ha cercato – proprio per fare chiarezza sulle posizioni di entrambi i fratelli – di essere preciso nelle spiegazioni.  

Il pm Elenia Manno, titolare del fascicolo d’inchiesta a loro carico, al termine dell’interrogatorio ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Il gip deciderà nelle prossime ore.