L’empedoclino Gerlandino Messina si nascondeva in un edificio di via Stati Uniti, alla periferia nord di Favara. Si è arrivati all’arresto seguendo i suoi vivandieri, due uomini, imprenditori, già noti alle forze dell’ordine e vicini alla mafia la cui loro posizione al momento è al vaglio degli investigatori. La quasi certezza che Messina, fosse lì dentro i carabinieri l’hanno avuto nella giornata di venerdì. L’operazione è stata preparata questa mattina, e solo allora si è deciso di fare scattare il blitz nel pomeriggio. Gli investigatori hanno agito a colpo sicuro, perchè da quel portone che, già tenevano sotto controllo, avevano visto uscire dei presunti fiancheggiatori del latitante. Era il segnale che l’empedoclino si trovava lì dentro, ma i carabinieri non hanno perso d’occhio anche chi si recava spesso in quella palazzina. Un’operazione fulminea, a cui hanno preso parte almeno una cinquantina di carabinieri. Alcuni uomini delle teste di cuoio hanno sfondato la porta d’ingresso e contemporaneamente altri militari si sono calati dal tetto con delle funi, e sono entrati da una finestra. Per l’irruzione sono state utilizzate bombe accecanti. Il boss non ha avuto nemmeno il tempo di reagire, e quando gli è stato chiesto se era effettivamente Gerlando Messina, è rimasto chiuso nel suo silenzio.