Nei giorni scorsi il quadro raffigurante la Madonna del riposo, che lacrimerebbe sangue e lacrime, ha lasciato Licata e portato a Messina, dove i carabinieri del Ris lo esamineranno, ma la notizia ha fatto il giro della Penisola, così flotte di turisti sono pronti a venire in città, anche solo per vedere dall’esterno la casa dove si sarebbe compiuto il presunto miracolo. Chi pensava che l’allontanamento del quadro dalla città. Un Tour Operator palermitano si è sentito chiedere da un numeroso gruppo di anziani del capoluogo, che vorrebbe venire a Licata per vedere il presunto quadro “miracoloso”. Non si tratta di un gruppo sparuto, tutt’altro, parliamo di quasi un migliaio di escursionisti che verrebbero per sei domeniche di fila in città, a gruppi di centocinquanta. La richiesta è giunta alla Pro Loco che si è affrettata a chiarire che il quadro in questo momento non si trova più a Licata e che comunque non sono previste visite o esposizioni al pubblico. Per la verità, la visita degli oltre ottocento escursionisti palermitani era già ampiamente prevista da mesi ed aveva come unica destinazione Agrigento e la sua Valle dei templi. Da una settimana, ormai, il quadro non si trova più nella casa di via Gela dove sono cominciate le manifestazioni, la famiglia che lo aveva acquistato pochi giorni prima lo ha consegnato all’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro il quale, a sua volta, lo ha dato in mano ai Ris di Messina affinchè possano essere eseguiti esami scientifici e di laboratorio. Sullo svolgimento degli esami si mantiene il più stretto riserbo. Il quadro avrebbe “pianto” ininterrottamente dal ventitre agosto scorso, sangue misto a lacrime secondo chi lo ha visto, di natura sconosciuta e da accertare secondo i più scettici.