Il Mondo restò col fiato sospeso il 2 Aprile di sei anni fa, quando fu reso noto il decesso di Papa Giovanni Paolo II. Quel Papa resosi simpatico sin dal giorno della sua elezione, quando, improvvisando una frase in italiano, disse ai fedeli “Se mi sbaglio mi corrigerete”. Quel Papa, che intraprese una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo; che seppe, come mai nessun altro Papa prima di Lui, accogliere ed attirare a sé milioni di giovani. Il Primo Papa non italiano, il Primo a non essere mai dimenticato. E’ indelebile nella mente di tutti i cattolici, e probabilmente non solo dei fedeli, il suo sorriso e l’espressione buona e sincera. E’ vivo il ricordo dei suoi viaggi pastorali, e per gli agrigentini, la visita del 9 maggio del 1993. Certo nessuno dimenticherà mai l’anatema lanciato contro la mafia, durante il suo discorso a Piana san Gregorio. “ Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!”.
E proprio in ricordo del sesto anniversario della morte di Papa Wojtyla, il coro dell’Associazione Filarmonica di Santa Cecilia, anima una Santa Messa nella Chiesa di San Giuseppe di Porto Empedocle. Il coro agrigentino ha scelto alcune famose composizioni del Maestro Giuseppe Liberto, direttore della Cappella Sistina ai tempi del pontificato del grande Papa