Giuseppe Arnone ha presentato un esposto alla Procura generale di Palermo sulla sua iscrizione sul registro degli indagati da parte della Procura di Agrigento per tentativo di estorsione, per presunte pressioni esercitate sul governatore Rosario Crocetta e sul senatore Beppe Lumia per candidarlo nelle regionali dello scorso anno in Sicilia.  Lo rende noto lo stesso Arnone spiegando di avere sollecitato “l’apertura di una procedura disciplinare in relazione” a quelle che definisce una “illecita trascrizione dei suoi colloqui politici”. Al Pg chiede di “verificare a che titolo siano stati trascritti e inseriti in quel fascicolo, e quindi a che titolo siano state diffusi alla stampa”. Arnone rivela che “l’udienza per distruggere le intercettazioni è fissata per il prossimo 20 maggio”. Secondo Arnone “l’amenità dell’accusa di tentata estorsione è un maldestro modo mediante il quale la Procura tenta di coprire la illegalità della trascrizione delle telefonate e del loro inserimento abnorme nel fascicolo della tentata di corruzione”.  L’avvocato sostiene che “non è configurabile alcuna accusa di estorsione per la semplice ragione che il reato richiede i requisiti sia della minaccia, che dell’altrui danno, nonché dell’ingiusto profitto economico”. “Requisiti – dice il legale – totalmente assenti in questa vicenda”.  Arnone, in una dichiarazione, infine,  “denunzia formalmente coloro che hanno effettuato fortissime pressioni su Crocetta per impedire la sua candidatura già decisa, con tanto di accettazione con firma autenticata già nelle mani di
Crocetta”.