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I siciliani e gli agrigentini in genere devono smetterla con il “rivendicazionismo” ma piuttosto devono immaginare una stagione di protagonismo. E’ questo in sintesi uno dei concetti espressi dal coordinatore provinciale dell’Udc, Lillo Firetto, durante il suo intervento alla convention agrigentina svoltasi in un albergo di San Leone alla presenza del leader nazionale Udc, on. Pierferdinando Casini, che è stato accolto da una grande ovazione da parte degli iscritti e dei tanti simpatizzanti del Partito.
“Un Partito – ha detto Lillo Firetto – che riparte con soggetti nuovi che arrivano sia dal Pdl che dal Pd ed anche dall’Api di Rutelli, con nomi che c’erano e sono poi ritornati, come Marco Zambuto e nomi che c’erano e continuano ad esserci come ad esempio i sindaci di Realmonte e Ioppolo Giancaxio, Piero Puccio e Salvatore Lo Dico”.
“L’idea del partito della nazione – ha poi continuato il coordinatore provinciale Firetto – non costituisce uno slittamento a Destra perché, se il concetto di nazionalismo è stato argomento dell’armamentario di Destra, la Nazione è concetto basilare della Cultura cattolica e popolare. La nuova formazione politica vuole combattere quel fenomeno regressivo espresso dalla Lega. I siciliani darebbero una risposta sbagliata ad una esigenza giusta costituendo partiti pseudo-meridionalisti. Ciò che serve, invece, è una forza nazionale che sappia condurre e rappresentare gli interessi del Sud. Non serve una nuova edizione del grido “Roma ladrona!”. I siciliani in questo sono stati precursori dei tempi. Già negli anni Cinquanta, con le vicende separatiste che animarono l’epopea del bandito Giuliano, auspice la casta degli agrari, ottusa e bacchettona. E con la vicenda del Milazzismo che nel tentativo di affrancare la Sicilia l’ha resa invece ancora più terra di conquista”.
“I sindaci – ha proseguito Firetto – sono i monitor della complessità e delle difficoltà di questo tempo. Dalla società si leva il grido del bisogno ben argomentato e spiegato nella lettera aperta della Chiesa agrigentina che mi è stata consegnata da trasmettere all’onorevole Casini. Lettera nella quale sono espresse le attese del mondo cattolico”.
Lillo Firetto ha poi parlato delle politiche kenesiane di accelerazione della spesa pubblica già sollecitate da Confindustria nei giorni scorsi per far ripartire consumi e investimenti. Le delibere Cipe attendono ancora la decretazione e Porto Empedocle è tra i Comuni che stanno attendendo.
“In questi giorni – ha proseguito il coordinatore provinciale dell’Udc, Lillo Firetto – “gruppuscoli” hanno tentato in tutti i modi di far litigare me e Zambuto ma il nostro rapporto rimane saldo, dovendo impegnare le nostre energie in una proposta dell’Udc per il Territorio piuttosto che destinarle ad inutili contese interne. Ciò che stiamo costruendo – ha concluso Lillo Firetto – è un partito aperto a tutti i contributi ed è una scommessa che vinceremo insieme!”.