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Raffica di reazioni e solidarietà nei confronti del presidente della provincia Eugenio D’Orsi dopo gli ultimi atti intimidatori subiti.
Uno dei primi a esprimere la sua solidarietà, recandosi direttamente alla casa incendiata a Marina di Palma, è stato l’onorevole del Mpa Roberto Di Mauro subito dopo, in una nota, il presidente della Regione Raffaele Lombardo invita D’Orsi “a proseguire con la politica del buon governo senza lasciarsi intimidire”.
Sempre dalla regione solidarietà arriva dal capogruppo del Mpa all’Ars Francesco Musotto che scrive “nessuno potrà intimidire con alcun gesto l’azione del presidente della Provincia di Agrigento”; sullo stesso tono il deputato regionale del Pid Salvatore Cascio che definisce D’Orsi “una figura politica che si è sempre esposta, in prima persona, laddove altri chinerebbero il capo per paura o per disinteresse”; interviene anche Nino Bosco del Pdl che scrive “è una strategia intimidatoria che non trova spazio nella compatta lotta alla mafia e alla criminalità che gli Amministratori locali, ciascuno per la propria parte, stanno portando a compimento”.
Stesso discorso dalla provincia di Agrigento dove in tanti esprimono solidarietà a D’Orsi e a i 3 dirigenti che hanno ricevuto le buste con i proiettili. Il Presidente del Consiglio Raimondo Buscemi sottolinea che la provincia “proseguirà con maggiore vigore la sua azione amministrativa per dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini onesti”.
Sulla stessa linea d’onda i consiglieri provinciali del Pdl (Paci e Lazzano) e il gruppo consiliare del Partito Democratico.
Solidarietà e invito a proseguire l’attività amministrativa da politici e società civile. Tra gli altri il coordinatore cittadino del Pdl Giovanni Barbera, il presidente del Consiglio comunale di Agrigento Francesco Alfano, il capogruppo del Pid al Consiglio comunale di Agrigento Elisa Virone, I Giovani democratici della provincia di Agrigento, il consigliere comunale di Agrigento del PD Giuseppe Arnone, l’ex assessore provinciale dell’Mpa Angelo Biondi, il sindaco di Licata Angelo Graci, il sindaco di Ribera Carmelo Pace, il sindaco di Naro Giuseppe Morello e il Cna di Agrigento.
Infine vista la situazione di contrasto scaturita dalla mobilitazione dei precari della provincia che rischiano il posto di lavoro i sindacati Cgil cisl e Uil Funzione pubblica condannano le intimidazioni e chiedono al presidente che si riprenda il confronto sindacale sulla vicenda precari “per ridare la giusta serenità a coloro che a vario titolo sono coinvolti in questa vertenza e chiudere ogni spazio a chi vorrebbe speculare sulla vicenda con atti ingiuriosi, scritte anonime ed intimidazioni”.
Come si ricorda infatti negli scorsi giorni era apparso in città un manifesto anonimo a firma di un sedicente “comitato dei precari” che accusava e insultava dirigenti e presidente della provincia. Manifesto sulla base del quale D’Orsi proprio nei giorni scorsi si era recato in questura per denunciare l’accaduto.