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La segretaria provinciale della Cgil, Mariella Lo Bello e il segretario provinciale dello Spi Piero Mangione, hanno scritto ai deputati Enzo Fontana e Angelo Capodicasa dei gruppi parlamentari del Pdl e del Pd, per individuare un percorso legislativo per superare la crisi delle Commissioni sanitarie miste Asp – Inps che avrebbero dovuto esitare entro 120 giorni le domande di invalidità civile, di riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento ed ai benefici di cui alla legge 104 sull’handicap. L’Inps, infatti, non ha in organico i 18 medici necessari per assicurare la presenza nelle relative Commissioni sanitarie territoriali. L’Asp non ha personale medico idoneo all’uso del computer – come spiegano i sue sindacalisti-. Per questa ragione i verbali di visita continuano ad essere trattati con l’anacronistico sistema del cartaceo, con conseguenti ritardi di comunicazione ai richiedenti e di liquidazione che, in alcuni casi, hanno raggiunto i 26 mesi, ovvero la sospensione dell’assegno mensile. La dinamica accertativa sanitaria, piuttosto che risultare snellita nelle sue tappe è stata, persino prolungata sulla via della validazione dall’Organo nazionale, quando tutti i percorsi amministrativi e sanitari possono trovare in loco una risoluzione in tempi quasi reali. “La vertenza sociale, messa in atto dalla Cgil, da Cittadinanza Attiva-Tribunale del malato, dalla Cia (sezione pensionati) e dalle Acli, scaturita dalle proteste spontanee delle famiglie, ha risolto tutto ciò che localmente era possibile col contributo dei vertici Inps, Galione e Piro, mentre resta aperta la questione di fondo e cioè l’affidamento solo all’Inps delle procedure accertative sanitarie, in modo da avere una sola Autorità sanitaria coincidente con quella istituzionale che eroga gli assegni e che nel Comitato provinciale esistente può trovare il livello di seconda valutazione, prima di eventuali ricorsi legali. Lo Bello e Mangione, dunque, sottopongono ai due parlamentari l’articolo unico, che risolverebbe, senza aggravio di spesa, un problema che è nazionale, sia pure vissuto con livelli diversi di crisi da regione a regione: “ A modifica ed integrazione dell’articolo 20 della legge 26/8/2009 di conversione del Decreto legge 1/7/2009 n° 78, a decorrere dalla presentazione del presente disegno di legge, ai fini degli accertamenti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, la competenza viene affidata all’Inps che, ai fini dell’attuazione del presente articolo, si avvarrà delle proprie risorse umane, finanziarie e strumentali e accerterà la permanenza dei requisiti sanitari. Le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, dovranno essere presentate all’Inps, secondo modalità stabilite dall’Ente medesimo e secondo i requisiti sanitari ed amministrativi previsti dalla precedente normativa. La competenza accertativa sanitaria affidata all’Inps si attuerà seguendo le stesse procedure sancite dalla norme vigenti , mentre per l’accertamento amministrativo valgono le procedure di cui alla legge 222/1984 (prima visita – ricorsi al Comitato provinciale sia sanitario che amministrativo). I procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali e assistenziali di invalidità civile, di cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità possono essere iniziati solo dopo il passaggio dal Comitato provinciale Inps della provincia di appartenenza del richiedente, o dopo che siano trascorsi i termini per ricorrere.”