In un cratere profondo 500 metri, perso nella distesa ocra del deserto del Negev, gli astronauti, indossando le loro tute spaziali, avanzano con passi pesanti. L’obiettivo della loro missione? Simulare le condizioni di vita su Marte nel sud di Israele.

In questo singolare scenario del Makhtesh Ramon, il più grande cratere erosivo del pianeta, che si estende per oltre 40 km di lunghezza, l’Austrian Space Forum (OeWF),  in collaborazione con l’agenzia spaziale israeliana, ha allestito una “base marziana” a forma di poligono ed alimentata ad energia solare, nell’ambito della missione Amadee-20, inizialmente prevista per l’anno scorso, ma rinviata di un anno a causa della pandemia di Covid-19.

Per quasi un mese e fino alla fine di ottobre, sei “analoghi astronauti”, un termine usato per descrivere persone che replicano sulla Terra le condizioni di una lunga missione nello spazio, vivranno isolati e potranno uscire solo con una tuta spaziale.

All’interno, il comfort è spartano, con una piccola cucina e letti a castello, poiché la maggior parte dello spazio disponibile è riservato agli esperimenti scientifici.

Tutti i membri dell’equipaggio si sono offerti volontari, ma per partecipare a questa missione hanno dovuto superare numerosi test fisici e psicologici ed eseguire una serie di esperimenti.

Il cratere, il deserto pietroso e le sfumature arancioni dell’orizzonte sono simili al paesaggio marziano, ma, ovviamente, senza l’assenza di gravità e il freddo del pianeta rosso.