Carmelo Bellavia e’ stato ucciso con 6 colpi di pistola, calibro 7.65. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita ieri alla camera mortuaria dell’ospedale di Agrigento. L’uomo sarebbe stato raggiunto in varie parti del corpo dai proiettili. L’assassino sarebbe entrato nel magazzino di via Fausto Coppi a Favara, e avrebbe sparato da distanza ravvicinata, quasi a bruciapelo, senza dare tempo a Carmelo Bellavia di difendersi. Oggi pomeriggio i funerali di Carmelo Bellavia. Le indagini per risalire agli autori dell’omicidio saranno coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, in collaborazione con i carabinieri del nucleo investigativo di Agrigento, assieme ai colleghi della Tenenza di Favara. E da Favara a Licata, dove si tenta di fare luce su un altro omicidio, al momento senza un perche’, quello di un uomo, ucciso, in questa villetta abbandonata in contrada Balatazze dinanzi al mare licatese. L’autopsia sul cadavere ha rivelato particolari ancora più agghiaccianti sul delitto. Secondo i primi esiti dell’esame, eseguito nell’obitorio del cimitero di Piano Gatta, i 4 fori nell’addome della vittima sarebbero stati provocati da un fucile a canne mozze, caricato a lupara, e che ha sparato da distanza ravvicinata. Alcuni istanti prima dei colpi di grazia, il branco avrebbe picchiato a sangue il giovane, colpendolo ripetutamente alla testa con bastoni o spranghe di ferro. Il cadavere si ritiene sia di Angelo Truisi, 24 anni, fabbro, di Licata. Solo l’esame del Dna confermerà tale ipotesi. La Cassazione ha revocato la misura dell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria all’ ex sindaco di Licata, Angelo Balsamo, che si è dimesso dalla carica lo scorso 24 luglio, che è sotto processo al Tribunale di Agrigento, e che è stato arrestato il 13 gennaio 2014 scorso nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento e dalla Polizia in riferimento a un processo civile presunto truccato, tramite una falsa testimonianza, per truffare l’ Assicurazione sul risarcimento danni di un incidente stradale. La prossima udienza è in programma l’8 febbraio al Tribunale di Agrigento. Angelo Balsamo e’ difeso dagli avvocati Lillo Fiorello e Lorenzo Gagliano. Il Tribunale di Sciacca ha condannato il Comune di Sciacca e l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento a pagare 30mila euro come risarcimento danni a un insegnante di Sciacca di 42 anni che, nell’ agosto del 2007, ha subito la lesione di una vertebra e una prognosi di 60 giorni a causa di un incidente stradale provocato da un branco di cani randagi. L’insegnante, in sella ad una moto, si è imbattuto nei randagi ed è caduto dal mezzo.

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