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La situazione negli ospedali e nelle terapie intensive preoccupa: il rischio è che i sistemi sanitari regionali possano collassare prima che si abbassi la curva del contagio. A livello nazionale i medici spingono per un’ulteriore stretta e anche anche nel’agrigentino l’ordine dei medici manifesta “apprensione per la situazione degli ospedali del territorio, in considerazione dell’aumento dei casi di Covid e la conseguenziale pressione – scrive il presidente dell’Ordine Giovanni Vento- sulle strutture sanitarie”. Vento che lascerà il primo gennaio la guida al neo eletto Santo Pitruzzella. Come aveva già fatto durante la ‘fase 1’ della pandemia, l’ordine dei medici provinciale aveva suggerito, alle istituzioni, la costituzione di un’unica struttura Covid da individuare nell’ospedale civile di Ribera o anche in strutture sanitarie private, “così da scongiurare rischiose commistioni- scrive Vento- tra pazienti Covid e non, possibili nelle strutture ospedaliere della provincia. Auspichiamo che questa ulteriore sollecitazione – ha aggiunto il presidente dell’ordine – possa essere presa in considerazione e condivisa dagli organi istituzionali per garantire la massima sicurezza e serenità operativa per tutto il personale sanitario, dotato in modo quantitativamente e qualitativamente adeguato dei dispositivi di protezione individuale, e contemporaneamente garantire la salute a tutti i cittadini-utenti”. Intanto, il premier Conte prosegue sulla strada della cautela, ricordando che ” dobbiamo aspettare gli effetti delle ultime misure stabilite dal Dpcm. “Dobbiamo aspettare, e tenere i nervi saldi”, “dobbiamo stringere i denti perché i servizi sanitari sono diffusamente sotto stress” afferma il premier al lavoro “per evitare il lockdown totale”. Spiega: “Stiamo lavorando proprio per evitare la chiusura dell’intero territorio nazionale. È vero ci sono forti criticità, la curva sta salendo. Ma io mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere. In ogni caso, lo ribadisco: il lockdown generalizzato non può essere la nostra prima scelta, avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l’abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve”.