Fuggono dalla guerra, scappano dalla fame, affrontano un lungo cammino che dal deserto e dalla miseria li spinge ad avventurarsi in una strada difficile che passa dai soprusi e dalle difficoltà dei campi profughi con un unico obiettivo imbarcarsi su una barcone alla deriva stipati affrontando le onde del mare, affrontando la morte per una meta , quella spiaggia siciliana che per loro è l’unica possibilità di futuro.

Sono i somali, gli eritrei gli etiopi e i tanti africani che negli anni, e in particolare in quest’ultimo periodo, hanno affrontato la traversata del mediterraneo.

E’ questa un’altra faccia della Passione.

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Con loro portano in braccio o nel grembo il loro futuro, bambini con splendidi occhi. Occhi che sono lo specchio di una triste storia, di anni di sofferenza.

Tutto questo per raggiungere quella piccola isola, l’ambita Lampedusa che diventa l’emblema di un mondo senza confini, la speranza di un futuro migliore.

Ma quelli che noi vediamo sono solo una piccola parte. Quelli che ce l’hanno fatta, quelli che la meta l’hanno già raggiunta.

Tanti altri sono a metà del percorso o aspettano con ansia l’imbarco su un peschereccio malandato in una spiaggia di uno stato in guerra.

E non possiamo dimenticare chi quel viaggio l’ha iniziato ma mai concluso, ingoiato dalle onde del mediterraneo. Una morte prevedibile ma che nonostante tutto andava sfidata con la forza della disperazione.

Nel giorno della passione non è possibile dimenticare.

Dimenticare quella tragica sofferenza che a volte ha la faccia di colore nero.