Ci sarebbero pochi dubbi sull’origine dolosa delle fiamme, che nella nottata di mercoledì hanno distrutto un’autovettura di proprietà di un impiegato in uno studio medico, C.N., 44 anni, di Lampedusa. L’episodio sarebbe collegato al danneggiamento delle reti per l’inanellamento degli uccelli migratori montate in Contrada Sanguedolce. L’autovettura andata a fuoco era parcheggiata, in via Ponente, vicino la riserva naturale “Isola di Lampedusa” Il sito fa parte di un progetto di studio e ricerca sui volatili condotto, per il terzo anno consecutivo, dalla stazione siciliana con l’Ispra, l’università di Palermo e Legambiente. Il progetto, della durata di un mese, è contemporaneamente condotto in altre isole del Mediterraneo ed è finalizzato alla conoscenza delle rotte e strategie migratorie degli uccelli migratori. Sui due episodi i carabinieri della stazione dell’isola più grande delle Pelagie stanno cercando di fare piena luce. Proprio per questo dalla scorsa notte è stata avviata un’approfondita attività investigativa, da parte dei militari, che potrebbe a breve produrre sviluppi importanti alle indagini. L’incendio della vettura, una Fiat Punto si sarebbe sviluppato, attorno all’una della notte. La carrozzeria dell’automobile in pochi minuti è stata avvolta dalle fiamme. Sul posto sono interventi i vigili del fuoco del distaccamento di Lampedusa, che hanno spento le fiamme. Domato il fuoco, è rimasto il giallo. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti i carabinieri. Indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, nonché per accertare con precisione le cause, che hanno dato origine al rogo. L’unica certezza, al momento, è che nella zona non sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile. Dai primi accertamenti l’incendio potrebbe essere di natura dolosa.