E’ rientrata nella tarda serata di ieri la protesta del gruppo di immigrati tunisini scappati nel pomeriggio dal Centro di accoglienza di Lampedusa, i magrebini tra i 200 e i 300, sono stati convinti dalle forze dell’ordine a fare rientro della struttura di Contrada Imbriacola. I primi 90 sono gia’ rientrati e con gli altri c’è stata una sorta di “trattativa”. Ma la protesta è stata pacifica e non si sono registrati disordini. I tunisini, che nei giorni scorsi sono stati avvertiti al telefono da connazionali rimpatriati in Tunisia, hanno gridato “Libertè, libertè”. “Voglio lanciare un messaggio forte al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinche’ intervenga presso il ministro dell’Interno Roberto Maroni per far si’ che gli oltre 700 tunisini presenti al Centro di accoglienza di Lampedusa vengano immediatamente trasferiti. Forse si aspetta il morto prima di intervenire?”. E’ quanto dichiarato dal sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis commentando, da un ospedale di Palermo dove e’ ricoverato per un intervento, quanto accaduto sull’isola dopo la protesta di un gruppo di circa 300 tunisini, scappati dal centro di accoglienza. “E’ ora di finirla di giocare sulla pelle dei lampedusani -ha proseguito il sindaco- non si puo’ continuare a sacrificare e a violentare la nostra isola. I migranti devono essere immediatamente trasferiti in altri centri di accoglienza”. De Rubeis si dice anche “contrario” ai rimpatri dei tunisini da Lampedusa.