Nonostante le cattive condizioni meteo gli sbarchi di clandestini non accennano a fermarsi. Nel pomeriggio sono arrivati a Lampedusa 32 migranti, tra cui un minore, tutti tunisini. Viaggiavano a bordo di due gommoni, intercettati a circa 25 miglia dall’isola. Su uno dei due c’erano 15 persone, sull’altro 17. Tutti sono stati trasbordati su una motovedetta della Guardia Costiera e sono giunti nel porto dell’isola. Hanno detto di essere partiti dal porto tunisino di Sfax e di avere pagato 1.500 euro ciascuno per la traversata. Intanto, a 50 miglia da Lampedusa, un aereo della Guardia di Finanza in servizio di pattugliamento nel canale di Sicilia, ha avvistato un’imbarcazione di circa 10 metri con a bordo una trentina di migranti. L’arrivo del natante sulla più grande isola delle Pelagie è previsto per la nottata. A Lampedusa la scorsa notte erano già approdati oltre 200 extracomunitari, mentre altri 500 erano sbarcati ieri. Il centro di accoglienza dell’isola è tornato a riempirsi, ma cambiano le regole. Gli immigrati, appena soccorsi, vengono convogliati al Centro di primo soccorso e accoglienza senza potere più uscire fino al trasferimento. Cancelli chiusi e tutti dentro il recinto dell’ex caserma di contrada Imbriacola. Dunque, nessun tunisino per le strade dell’isola. Una scelta maturata dopo i malumori dei giorni scorsi. Nuove regole e antiche paure si incrociano, mentre il sindaco delle Pelagie, Bernardino De Rubeis, a Palermo partecipa a una giunta convocata dal presidente Raffaele Lombardo, per affrontare i temi legati alla situazione in cui si trova Lampedusa. Questo mentre risuonano le parole del vescovo di Agrigento Francesco Montenegro, arrivato qui per dire che Lampedusa continua a pagare quello, che non riescono a decidere gli amministratori.