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Le pessime condizioni del mare, che rendono difficile la traversata ha scoraggiato la partenza di altri barconi dalla Tunisia. Sull’isola di Lampedusa per la seconda notte consecutiva non si sono registrati altri sbarchi. L’ultimo arrivo risale a mercoledì mattina, quando il peschereccio Chiaraluna di Mazara del Vallo ha salvato un gruppo di 38 tunisini. Nella giornata di ieri, intanto, sono ripresi i trasferimenti, con due voli diretti a Bari e Catania, hanno lasciato Lampedusa 200 migranti. Attualmente all’interno del Centro d’accoglienza dell’isola più grande delle Pelagie si trovano circa 800 magrebini. Nei prossimi giorni potrebbero esserci novità per gli ospiti della struttura di contrada Imbriacola. Il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis potrebbe firmare un’ordinanza che vieta la libera circolazione per le vie e strade dell’isola, per ragioni igienico-sanitarie e per l’ordine pubblico. C’è allarme tra la popolazione per la presenza dei tunisini che sono ormai ovunque, diversi chiedono l’elemosina. Altri arrivi dalla Tunisia, ma soprattutto dalla Libia potrebbero mettere in ginocchio l’isola. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha definito la questione Libia “un’emergenza umanitaria”. In attesa di un massiccio flusso di profughi il capo del Viminale ha disposto che i nordafricani che sbarcheranno a Lampedusa, saranno distribuiti in tutta Italia. Anche se i centri di accoglienza del Sud risultano pieni. Secondo Maroni, la nostra nazione può fronteggiare l’emergenza immigrati, ma non per tanto tempo, purtroppo alcuni ministri europei hanno espresso chiusura totale al principio dello smistamento dei richiedenti asilo dei nuovi arrivati dalla Libia.