Imbarcati sulla nave Excelsior ottocento tunisini raggiungeranno Catania, e da lì saranno rimpatriati. La decisione di trasferire i tunisini è arrivata dopo la rivolta scoppiata ieri nel centro di accoglienza di Lampedusa. Disordini scoppiati a seguito del primo rimpatrio forzato di trenta tunisini con un volo aereo. Per tutta la notte, i tunisini sono stati trasferiti a gruppi di venti, con un unico autobus, che ha fatto la spola dal centro di contrada Imbriacola al molo di Cala Pisana. Le operazioni di imbarco sono continuate per tutta la mattinata. La situazione sull’isola è tornata tranquilla. Con i trasferimenti e il rimpatrio di altri 60 tunisini, a Lampedusa restano circa 700 immigrati, ospiti della struttura di accoglienza. E 251 profughi, sono approdati la notte scorsa a Licata. Partiti tre gironi fa dal golfo della Sirte, hanno affrontato la traversata con un vecchio peschereccio. L’imbarcazione intercettata da una motovedetta della Guardia Costiera ad alcune miglia dalle coste agrigentine, è stata scortata fino al porto di Licata. Tra le persone arrivate anche 15 donne e 2 bambini. Quattro migranti in precarie condizioni di salute, sono stati trasportati con le ambulanze al pronto soccorso dell’ospedale licatese. Assistiti dalle forze dell’ordine e della Protezione civile i profughi con alcuni pullman sono stati trasferiti nella tensostruttura del porto di Porto Empedocle.