Scoperti nuovi furti d’acqua dalla condotta idrica proveniente dal dissalatore del petrolchimico nisseno e destinata ad approvvigionare i serbatoi idrici di alcuni comuni dell’agrigentino. La ripresa del diffuso fenomeno dei furti d’acqua dalla condotta idrica destinata a dissetare anche i licatesi, per essere destinata illecitamente per l’irrigazione dei campi, grazie ad un minuzioso controllo eseguito sulla condotta idrica interrata che quotidianamente viene eseguita dai tecnici della Spa Siciliacque il fenomeno è stato debellato prima ancora che si espandesse cosi come negli anni passati. Nei giorni scorsi i tecnici della società Siciliaccque hanno denunciato alcuni imprenditori agricoli licatesi alle forze dell’ordine con l’accusa di furto e danneggiamento alla condotta idrica interrata. Il decisivo intervento della società Siciliacque ha chiarito il giallo che da qualche giorno avvolgeva lo strano fenomeno che si registrava ai serbatoi idrici comunali per lo strano calo della portata d’acqua proveniente dal dissalatore di Gela destinata ad alimentare i serbatoi comunali di monte Sant’Angelo e di contrada Safarello. L’illecita destinazione dell’acqua per usi agricoli provoca il mancato rispetto dei turni di distribuzione idrica quotidiana nei vari quartieri del centro urbano della città riproponendo ai licatesi il dramma provocato della sete. Secondo alcune indiscrezioni provenienti da fondi ben attendibili che nella mattinata di ieri abbiamo raccolto in città i tecnici di Siciliacque tempestivamente intervenuti, subito dopo aver provveduto alla disattivazione degli allacci abusivi realizzati da alcuni imprenditori agricoli licatesi, hanno ripristinato la portata idrica che quotidianamente destinata al comune di Licata per l’approvvigionamento dei due serbatoi comunali. Da tempo si sarebbero concluse le indagini sui furti d’acqua lungo la condotta del dissalatore di Gela condotte dai carabinieri nell’agosto 2008 e coordinate dalla magistratura agrigentina con la segnalazione di diversi imprenditori agricoli.