L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni continua a ricevere segnalazioni documentate di violazioni dei diritti umani e di violazioni del diritto internazionale e delle sue convenzioni, compresa la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Le interazioni dirette dell’OIM con i migranti, ma anche diverse testimonianze e fotografie, condivise dalle ONG e dai media, indicano che essi sono sottoposti spesso a brutalità prima di essere respinti alle frontiere marittime e terrestri.

“L’uso eccessivo della forza e della violenza contro i civili è ingiustificabile – ha dichiarato Eugenio Ambrosi, capo di gabinetto dell’OIM –  i respingimenti e le espulsioni collettive sono vietati dal diritto internazionale e dall’UE e condannate dall’ONU”.

Più in generale, l’OIM ritiene che la sovranità degli Stati, compresa la loro competenza a mantenere l’integrità delle frontiere, deve essere coerente con i loro obblighi di diritto internazionale e rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti. A questo proposito, l’Agenzia delle Nazioni Unite accoglie con favore le recenti indagini avviate da diversi Stati e organismi dell’UE sulle accuse di respingimento, violazione del principio di non respingimento e violenza alle frontiere.

“Gli Stati devono agire per fermare questi abusi”, insiste l’OIM, osservando che la “situazione allarmante” in alcune frontiere esterne dell’UE evidenzia la necessità di migliorare la politica e la governance in materia di migrazione e asilo e di attuare pratiche umane e integrate basate sui diritti.

Inoltre, l’OIM accoglie con favore la proposta della Commissione europea, contenuta nel nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, attualmente in fase di negoziazione, secondo cui gli Stati membri dell’UE dovrebbero istituire un meccanismo indipendente di monitoraggio delle frontiere, lavorando a stretto contatto con l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, questo è così da garantire il rispetto delle leggi internazionali ed europee.