Il boss mafioso Bernardo Provenzano “è affetto da grave disabilità motoria e cognitiva tali da non consentirgli alcuna partecipazione al processo in termini coscienti”.  Sono le conclusioni a cui sono giunti i periti incaricati dal Gip Piergiorgio Morosini di valutare la capacità del boss. A sollecitare la perizia è stata la difesa del capomafia dopo che il tribunale di sorveglianza di Bologna, rigettando la richiesta di sospensione dell’esecuzione della pena fatta dai legali, aveva stabilito che Provenzano è ancora in grado di mandare ordini all’esterno. Una valutazione in contrasto netto con quella ribadita da mesi dai periti del gip, Renato Ariatti e Andrea Stracciari, certi dell’incapacità del boss, che ha portato alla sospensione del procedimento in cui il capomafia è imputato nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia.  Gli avvocati di Provenzano, Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà, invieranno la perizia al tribunale di sorveglianza di Roma che il 10 ottobre deciderà sulla richiesta di revoca del 41 bis per il boss e alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo a cui i legali hanno fatto ricorso contro una “detenzione disumana”.