E’ stato il forte vento a farla da padrone nell’ ultima domenica di marzo in Sicilia. Le raffiche hanno colpito alcune zone costiere con mareggiate e conseguenze anche nei collegamenti marittimi. Una “circolazione depressionaria” di origine afro-mediterranea, sostenuta dal vento di scirocco, ha causato una parentesi di maltempo. La Protezione civile sabato scorso, 26 marzo, aveva diramato un’allerta meteo per rischio idraulico, idrogeologico e rischio temporali su alcuni settori della Sicilia. Le forti raffiche di vento, hanno creato danni, disagi, e allarmi, in diverse zone della città di Agrigento, e in altri centri della provincia. Una decina le richieste di intervento raccolte dalla centrale operativa dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. Allarme al porticciolo di San Leone. La mareggiata ha creato notevoli disagi per velisti e diportisti con pontili danneggiati, ormeggi divelti e barche in pericolo. “La storia si ripete. Per quanto tempo ancora tutto questo Francesco Miccichè?”, commenta il velista Andrea Barbera, rivolgendosi al primo cittadino di Agrigento, in un post sulla sua pagina Facebook. Alla fine qualche pontile è rimasto danneggiato. Sulla costa, inoltre, sono segnalati diversi danni dovuti a gazebo, tende e tettoie sradicati dalla furia del vento. Dalla località balneare al centro città, precisamente, al cimitero di Bonamorone, dove il vento s’è portato via fiori, piante, vasi, lumini e quant’altro si trovava sulle tombe. I pompieri sono dovuti intervenire anche a Palma di Montechiaro dove, sempre a causa del forte vento, c’erano due recipienti che rischiavano di cadere dal tetto di alcune palazzine, e a Favara dove le raffiche hanno compromesso una tettoia. A Sciacca sono caduti due alberi, per fortuna, non si sono registrati feriti.