Un momento di affidamento e comunione dedicato ai giovani e al lavoro. Un’occasione per portare i contenuti della dottrina sociale e della chiesa nel mondo del lavoro, affinché tra i giovani lo sconforto e la rassegnazione lascino lo spazio ad un atteggiamento positivo nei confronti del futuro. E’ stato questo il senso della veglia di preghiera che ha visto coinvolte giovani e meno giovani ieri sera nei locali della chiesa Sacro Cuore di Gesù, al quadrivio spinasanta. Un appuntamento voluto dalle segreterie provinciali di Acli, Ust-Cisl e Mcl, insieme all’ufficio pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Agrigento, in occasione della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, ricordato come il Papa dei giovani, il Papa lavoratore. Lui che era stato minatore, che aveva lavorato e faticato, prima e durante gli studi ecclesiali. Il Papa che appena eletto mostrò il suo sostegno ai lavoratori del mondo, recandosi nelle fabbriche e nelle miniere, ascoltando le ragioni e le sane rivendicazioni operaie. Ma anche il Santo Padre che ha toccato le coscienze dei giovani, come quando parlò alla comunità agrigentina nel corso della sua visita nella città dei templi dell’8 e 9 maggio del 1993. Nonostante siano trascorsi 18 anni, resta vivo e indelebile ai giovanissimi di allora, coloro che si affacciano a mettere i tasselli del loro futuro lavorativo ed affettivo, di oggi, il grido di quel Papa,che seppe sfoderare parole taglienti e di esplicita condanna contro il fenomeno mafioso. Parole che hanno fatto il giro del mondo e che rimangono indissolubilmente legate alla figura ed alla storia di quel Papa venuto da lontano ma amato dai giovani di ogni angolo del mondo. ….