“Sono sconvolta per questa lettera di minacce che ho ricevuto in cui mi si dice che se riprendo le demolizioni mi uccidono. Per la prima volta ho tanta, tanta paura. Ma le demolizioni non si fermeranno”. Mariagrazia Brandara, il commissario straordinario di Licata a cui ignoti hanno inviato una lettera di minacce, non nasconde la propria paura così come la tentazione di mollare. La busta è arrivata al Comune di Licata. Nella città del faro ci sono 17mila immobili non regolari e 11mila domande di condono edilizio. Brandara si è insediata dopo la sfiducia al sindaco antiabusivismo Angelo Cambiano che ha subito a sua volta numerose minacce e ora cammina con la scorta, dallo scorso agosto. “Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo via, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista». È solo l’inizio del messaggio intimidatorio, che si chiude con la foto di una cassa da morto vuota.Nella lettera, c’è anche un riferimento proprio alla sua vita e alla sua casa di Palermo e di Naro, dove abita, e del cui Comune è stata anche sindaco.  “Provo due grandi sentimenti contrastanti – dice Brandara – intanto, rivendico il diritto di avere paura, dopo quaranta anni di attività politico-amministrativa, stavolta ho veramente tanta paura, perché nella lettera ricevuta c’era pure il mio indirizzo privato di casa a Palermo. Un indirizzo che hanno solo in pochi. Questa è una cosa che mi fa paura”.  Il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma , ha voluto incontrare Mariagrazia Brandara.  “E’ stato predisposto il comitato di coordinamento delle forze di Polizia per cui rinviamo alle decisioni che verranno prese in quella sede anche sulla base delle risultanze di carattere investigativo attualmente in corso. Stiamo lavorando in silenzio per capire da che parte provenga questa minaccia. La mia presenza qui è per testimoniare vicinanza da parte delle Istituzioni al commissario Brandara e per venire a conoscerla visto che dal momento del suo insediamento non c’era stata occasione”.