Quando pensi che non ci sia niente, ma proprio niente da recuperare, allora ti arriva un segno di speranza, l’invito a considerare che civiltà e umanità non sono beni trascinati da un inarrestabile tzunami. Basta un nulla per pensare che se solo lo volessimo, potremmo ripartire, riprendere un nuovo cammino, mettere assieme i cocci. Piccoli episodi che ti danno il respiro, come una bolla d’aria nella galleria della miniera dove è franato tutto, come il pezzo di pane dopo un lungo digiuno, come l’acqua mentre attraversi il deserto.

Il luogo e il fatto.
Lungomare di Agrigento, in Sicilia. Uno stabilimento carino, ben attrezzato, ben frequentato. Ci si scambiano consigli di cucina per la cena, si parla di Tremonti ( male ), di Berlusconi ( malissimo), non si parla di quelli del centrosinistra. Si son fatte le due del pomeriggio, il mare è bello, fa tanto caldo. Del resto, siamo vicini a ferragosto. Arriva un ragazzo di colore, molto giovane, sulle spalle uno zainetto stracarico di CD da vendere. Alle spalle ha anche una mattinata di lavoro sulla spiaggia, su e giù per dare un senso allo strappo con la sua terra, con la famiglia, a quel viaggio costoso e pericoloso per attraversare il Mediterraneo. E’stanco, accaldato, il sole non fa differenza di colore, picchia su noi bianchi con la protezione 30 spruzzata sulle spalle, e sulla sua testa riccioluta. Si ferma il ragazzo, ci sono alcuni lettini vuoti, si toglie dalle spalle lo zainetto, siede su un lettino, poi tenta senza riuscirci di aprire l’ombrellone. Per una sosta, per ripararsi un poco dal sole. Lo vede il ragazzo dello stabilimento, quello che si occupa di lettini, sdraio e ombrelloni. Si avvicina al ragazzo di colore, gli apre l’ombrellone, gli sorride. Il ragazzo di colore tira fuori dallo zainetto un piccolo telo bianco, lo stende sul lettino e si sdraia. Per un po’ si addormenta, riposa. Tutto avviene con una naturalezza attorno.senza quegli scandali da canottiera che di tanto in tanto ci arrivano dalla cronaca e ci fanno dire “No, basta, io vado via”. Ecco, quel che è accaduto, per una volta, prendendo a prestito il dialogo di successo di Fazio e Saviano,ci può far dire “Io resto”.
E di questa giornata al mare, di questo piccolo miracolo, ci rimangono queste due foto.

Onofrio Dispenza