fbpx

La perquisizione è stata messa a segno stanotte. Ed è proprio durante la perquisizione domiciliare che i militari avrebbero scovato un ingente quantitativo di cocaina e 13 mila euro. Padre e figlio – Salvatore Termini di 63 anni e il figlio Calogero di 30 – sono stati arrestati, questa notte, in flagranza di reato.

L’ipotesi di reato avanzata è detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Gli indagati hanno già nominato quali difensori di fiducia gli avvocati Angela Porcello e Salvatore Manganello.

I militari dell’Arma di Campobello di Licata, coordinati dal comando compagnia di Licata, stavano svolgendo i servizi preventivi e di vigilanza sul rispetto delle normative anti-Coronavirus, quando la loro attenzione è stata attirata dai movimenti di due uomini in una casa del centro del paese. I militari, decidendo di capire cosa stesse accadendo, hanno deciso – senza perder tempo – per una perquisizione. “Una volta entrati, hanno trovato un uomo di 30 anni che, con aria nervosa e circospetta, stava cercando di distrarre i carabinieri e di impedire loro di accedere all’ interno di casa” – hanno ricostruito dal comando provinciale dell’Arma – .

I carabinieri, naturalmente, hanno proceduto alla perquisizione e “hanno visto dileguarsi il padre del ragazzo, un uomo di 63 anni, che stava entrando in camera da letto con un sacco di plastica in mano. L’uomo – prosegue la ricostruzione ufficiale – è stato bloccato prima che riuscisse a liberarsi del contenuto della busta o che potesse nasconderlo. Dentro, c’erano circa 700 grammi di cocaina purissima e nella stanza i due avevano nascosto – prosegue la ricostruzione ufficiale delle accuse – tutto l’occorrente per preparare le dosi: sostanze da taglio, bilancini di precisione e circa 13.000 euro”.

Soldi che sono stati ritenuti provento dell’illecita attività di spaccio. Per i due uomini, padre e figlio, è scattato l’arresto in flagranza di reato.

Lo stupefacente sequestrato avrebbe fruttato circa 50.000 euro di guadagno.