“Comitini come emblema degli sprechi della Regione”. E’ stato il celebre quotidiano New York Times a volgere il suo giudizio impietoso sul piccolo comune. Dalle sue pagine, Comitini si erge a simbolo delle storture italiane per un alto rapporto tra abitanti e dipendenti pubblici, prodotto di un radicato sistema tutto italiano basato sul Do ut des, posti di lavoro in cambio di voti. “Con 960 abitanti, di cui 64 impiegati comunali, ed una manciata di strade – si legge nell’articolo a firma di Rachel Donadio, corrispondente da Roma del quotidiano americano – questo piccolo paese non sembra avere problemi di traffico, eppure vi lavorano un vigile a tempo pieno e nove ausiliari del traffico”. Per il New York Times non ci sono dubbi, questa situazione è il frutto di un consolidato ricorso della classe dirigente italiana al voto di scambio che le recenti politiche di austerità varate dal governo Berlusconi non invalideranno. Un giudizio assolutamente negativo che partendo dal piccolo comune stronca la pubblica amministrazione italiana giudicata inefficiente e corrotta, come la politica. Da parte sua, Nino Contino, sindaco di Comitini dal 2002, è consapevole di aver un alto numero di dipendenti comunali, ma ci ha spiegato che gli Lsu sono nati per volere dello Stato e della Regione.