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Cresce la sete di petrolio, crescono le prospettive di attuare trivellazioni
nel canale di Sicilia. Tra i siti, i più ambiti sono quelli della provincia di
Agrigento  con 5 nuove richieste di esplorazione e due permessi di ricerca già
concessi. Tra i destinatari di possibili trivellazioni, la Scala dei Turchi di
Realmonte per la quale si temono gli effetti devastanti che si sono già
verificati nel Golfo del Messico. Appunto per questo motivo nei giorni scorsi,
realizzando un video, gli attivisti di Greenpeace  macchiandosi di petrolio
che, in realtà non era altro che malassa,  hanno aperto un grande striscione
con la scritta “Neri contro le trivelle” sulla bianchissima scogliera di Scala
dei Turchi, simulando uno sversamento di greggio nel Canale di Sicilia

Le trivellazioni  sulle coste siciliane, ed in particolare in prossimità delle
Marne Bianche del sito naturalistico  più prestigioso  che vanta la provincia
di Agrigento, potrebbero generare  devastanti  effetti sull’ecosistema nostrano
con conseguenze gravi e irreversibili anche sul settore economico. Un  evento
che la nostra terra non può assolutamente permettersi. Per scongiurare le
drastiche conseguenze  di questi  effetti, l’associazione  ambientalista di
Greenpeace oltre al video girato nei giorni scorsi sulla Scala dei Turchi, ha
dato in precedenza il via ad altre iniziative come l’appello “diccillu o
sinnacu”. Tutti i sindaci dei comuni interessati hanno infatti firmato un
appello rivolto al Ministero dell’Ambiente per bloccare le trivelle nel Canale
e proteggere gli ecosistemi marini delle nostre coste. Anche i  sindaci della
provincia si sono già mobilitati come quello  di Realmonte, Porto Empedocle,
Siculiana, Sciacca e Agrigento. Ma le attività di Greenpeace dirette alla
tutela dell’ecosistema marino, non terminano qui e si avvalgono anche della
collaborazione di due comici famosi che hanno sposato a pieno la campagna
contro le trivellazioni:Ficarra e Picone.

Dunque non si ferma l’invito di Greepeace ai sindaci che non hanno ancora
provveduto a firmare l’appello e non si fermeranno nemmeno altre nuove
iniziative tese a raggiungere il fine di impedire  le trivellazioni nel canale
Sicilia