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Eccesso di delega, e depositi di scorie, sarebbero alla base del no espresso dalla Sicilia sulla questione nucleare. Ben quindici assessori regionali all’Ambiente hanno firmato, infatti, un documento in cui contestano la decisione del ritorno al nucleare e in particolare il decreto per la localizzazione dei siti, ma soprattutto l'idea che il Governo avrebbe dovuto concordare la scelta con le regioni. Una nuova presa di posizione, dunque, diversa da quella espressa, poco meno di un anno fa, dal Governatore Raffaele Lombardo, che aveva salutato positivamente la possibile realizzazione di una centrale nucleare a Palma di Montechiaro. Certo l'allora Sì del presidente della Regione, era subordinato al fatto che il progetto fosse condiviso dai siciliani tramite un referendum, e che portasse un ritorno economico ed occupazionale. Il termine nucleare, infatti, era rientrato ufficialmente nelle case dei siciliani, lo scorso febbraio, in seguito alla firma di un accordo tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e il nostro capo del governo Silvio Berlusconi, sull'utilizzo del nucleare come principale fonte di energia. In quell'occasione, tra le probabili quattro centrali da costruire nel nostro Paese, era stata avanzata l'ipotesi di realizzarne una anche in Sicilia, precisamente a Palma di Montechiaro. E proprio qui, nella città del Gattopardo, per il prossimo 29 gennaio, è stato convocato un consiglio comunale aperto, per discutere sul progetto della costruzione della centrale nucleare. Incontro, al quale, sono stati invitati le forze politiche nazionali, i parlamentari siciliani e i politici locali della provincia Agrigentine.