Con oltre 147 mila pensionati, di cui oltre il 75% non supera i 1000 euro di pensione mensile, gli effetti dell’annunciata manovra saranno devastanti per le famiglie agrigentine”. E’ quanto sottolinea in una nota il sindacalista Piero Mangione dello Spi Cgil, che denuncia: “il governo punta a ritardare ancora per anni il diritto alla pensione, a ridurre ulteriormente le pensioni di invalidità, a tagliare l’indennità di accompagnamento alla pur riconosciuta non auto sufficienza, ad annullare il diritto alle pensioni di reversibilità alla vedova/vedovo ed al figlio/figlia invalido già a carico del pensionato, a tagliare le agevolazioni fiscali”. “Il pensionato di Agrigento, continua Mangione, che, possibilmente vive in una famiglia mono reddito, oppure con un figlio precario ed un nipote disoccupato, finisce per sentirsi un perseguitato perché i costi della vita e della sanità sono per il suo status insopportabili. Se la manovra manterrà questi iniqui indirizzi si avranno mesi di tensioni e di forti proteste sociali a cominciare da Agrigento” conclude il sindacalista.