Controlli negli aeroporti, maschere obbligatorie sugli aerei. L’epidemia che sta colpendo la Cina è un vero e proprio “campanello d’allarme” per molti governi del mondo che non hanno esitato a predisporre un arsenale di misure restrittive per contrastare una possibile nuova variante proveniente dallo Stato asiatico.

Ma dobbiamo preoccuparci anche di ciò che sta accadendo in occidente, in particolare negli Stati Uniti? Anche in questo caso, il Paese sembra essere alle prese con una nuova variante della SARS-CoV-2. Il ceppo XBB.1.5 rappresenta oltre il 40% delle nuove infezioni da Covid-19  (+20% in una settimana) ed in alcune aree del nord, come lo Stato di New York, questo nuovo ceppo è diventato addirittura predominante (rappresentando quasi il 70% dei casi). Molti ricercatori americani hanno espresso preoccupazione per questo nuovo ceppo: “XBB.1.5 potrebbe essere la variante peggiore che abbiamo di fronte in questo momento”, ha commentato all’agenzia di stampa Reuters il dottor Michael Osterholm, esperto di malattie infettive dell’Università del Minnesota.

Secondo i primi risultati, la variante XBB.1.5 mostra un certo livello di evasione immunitaria: in pratica, una delle sue mutazioni permette a questo ceppo di contaminare meglio le cellule del nostro corpo, in altre parole, potrebbe essere particolarmente contaminante, per il momento, però, non ci sono indicazioni che sia più aggressiva delle precedenti, anche se nelle ultime settimane di dicembre negli Stati Uniti è stato registrato un aumento dei ricoveri.